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Galleria di Arte Contemporanea a Castiglioncello
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Kolar Jiri

Jiri Kolar nasce a Protivin (Boemia) il 24 settembre 1914.
Terminate le scuole superiori, vive facendo molti mestieri, anche umili.

A venti anni inizia a realizzare dei collage influenzati dalla poesia e dal Futurismo, collage che espone in una mostra personale nel 1937.

Pubblica parecchi libri di poesia e nel dopoguerra inizia a viaggiare nell’Europa.

Nel ’42 fonda con altri artisti ilGruppo 42, e sarà per molto tempo l’unico poeta del gruppo.

Le idee estetiche del gruppo coincidevano molto bene con le convinzioni di Kolar. Contestavano l’accademismo al quale l’arte moderna aveva finito per soccombere e cercavano di unire il destino dell’arte a quello del mondo contemporaneo, di integrare la civiltà moderna alla poesia moderna.

Nel 1948 il Gruppo 42 si scioglie, gli amici si separarono e Kolar torna a poco a poco alle esperienze plastiche. Il legame di queste opere con il Surrealismo, in particolare con i poemi-oggetti di Breton, è evidente.

Nel 1949 riprende ad eseguire collage.

I collage più importanti di Jiri Kolar sono realizzati con testi stampati o scritti. Vengono poi i collage realizzati con vecchie incisioni o riproduzioni di quadri celebri: inizia un lavoro sistematico – anche in grande formato – con anticollage, collage tattili e narrativi, froissage, poesie perforate (a colori, con nodi e lame di rasoio ), rollage, ventilage e altre varianti che non abbandonerà più, insieme alla costruzione di oggetti in legno che lo riportano alla giovanile esperienza di falegname.

Le richieste di sue mostre personali lo portano a viaggiare in Germania, Brasile (dove nel 1959 vince la Biennale di S. Paolo), Stati Uniti e Giappone.

Dopo aver superato una grave malattia nel 1975, espone al Guggenheim Museum di New York.

Vive per un anno a Berlino grazie alla borsa di una Accademia tedesca e l’anno seguente, 1980, si stabilisce a Parigi dove espone alla galleria Maeght. Aveva nel frattempo esposto per la seconda volta al Guggenheim Museum, nel 1978 e nel 1980 nel Museo di Dusseldorf.

È nel 1982 che, non essendo rientrato in tempo dalla Francia, le autorità cecoslovacche lo condannano ad un anno di prigione ed alla confisca totale dei beni. Fa comunque esporre le sue opere al Centro Pompidou (Beaubourg) di Parigi ed al P.A.C. di Milano.

L’anno seguente Kolar chiede la cittadinanza francese che ottiene nel 1984.

Espone in quell’anno al Museo di Norimberga ed al Museo di Oxford.

Nel 1985 espone al museo di Duren e per la terza volta al Guggenheim di New York.

Nel 1986 esce il Dizionario dei metodi (L’asino alato), la raccolta completa delle sue tecniche di collage, edita anche in inglese, tedesco, ceco e italiano.

Nel 1990 Jiri Kolar è presente alla Biennale di Venezia e realizza Omaggio a van Gogh.

Nel ’91 comincia il ciclo Apollinaria.

Dopo la lunga permanenza a Parigi, nel 1998 è tornato a Praga, dove, con la moglie Bela Kolarova, ha vissuto fino alla sua scomparsa avvenuta nell’Agosto del 2002.

Alcuni libri sul lavoro di Kolar sono stati pubblicati anche in Italia.