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    Negativo Positivo | Bruno Munari

      -    -    -  Negativo Positivo | Bruno Munari

    Munari Bruno

    Negativo Positivo

    Opera Unica

     

    tecnica: Collage cartoncino

    misura : cm 30×30

    anno: 1996

     

    Pubblicazioni:

    • Catalogo “Bruno Munari – La genialità tra regola e caso” (mag 2015)
    • Catalogo – Bruno Munari “Fare dal nulla” – Ed. Granelli (mag 2017)

     

    Prezzo: Trattativa riservata

     

    Negativi-positivi

    I primi Negativi-positivi risalgono al 1950.

    Scrive Munari: “L’idea base che genera questi dipinti sta nel fatto che ogni elemento che compone l’opera, ogni forma, ogni parte della superficie, può essere considerata sia in primo piano sia come fondo. L’effetto che ne risulta, effetto oggi definito col termine op (optical art), fa sì che ogni forma che compone l’opera sembra che si sposti, che avanzi o che vada indietro nello spazio ottico percettivo dello spettatore, creando una dinamica cromatica, una instabilità ottica secondo come lo spettatore prende in considerazione ogni forma.

    Un effetto simile, che si potrebbe considerare come effetto base, sta nella comune scacchiera per il gioco degli scacchi: è difficile dire se si tratta di una superficie bianca coperta in parte da quadrati neri o viceversa. Ogni volta che tentiamo di fissare una si-tuazione, questa si capovolge immediatamente nell’altra. Naturalmente la scacchiera non ha interessi di carattere estetico poiché le quantità di bianco e di nero sono equivalenti.

    Nei Negativi-positivi invece l’autore cerca di creare anche un interesse estetico dato da sproporzioni quantitative di spazio e colore. Ben presto, in questa ricerca, i limiti dell’opera normalmente rinchiusa in un quadrato vennero anche loro alternati e la forma totale dell’insieme delle forme che componevano i Negativi-positivi determinò uno spazio autonomo, sempre contenuto in un quadrato ma con un contorno irre-golare, non più dipendente dal telaio del supporto, ma generato dalle forme stesse. Alcune opere avevano delle spaccature che permettevano alla parete di entrare nella composizione. Gli ultimi progetti concepirono degli insiemi di forme a colori complementari che poggiavano su di uno spigolo […]; in questo caso l’effetto ambiguo posizionale delle forme è ancora più evidente.”

    Quello delle… pitture negative-positive del 1950

    In queste pitture il colore si muove nello spazio ottico tra la tela e lo spettatore, il fondo diventa forma, la forma diventa fondo. Con i colori complementari funziona meglio. Kandisky è un pittore verista di forme astratte con i colori fermi come nella vecchia pittura.

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