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Paesaggio Anemico
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Schifano Mario

Paesaggio Anemico

Opera Unica

Smalto su tela, cm 70×100, Seconda metà anni ’70

Opera archiviata presso Archivio Mario Schifano (Monica Schifano)

Firma: in basso a destra

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PAESAGGIO ANEMICO – Focus
Mario Schifano – Tutto . Electa editore

“…Qui lo spettro cromatico usato da Schifano si impoverisce fin quasi ad annullarsi, ogni cosa è definita soltanto dal suo contorno, per giunta incompleto; lo schermo – il quadrangolo ad angoli smussati, ripreso dai “monocromi” degli anni precedenti – sì, riempito di immagini, ma anche queste sbiadite, lontane, vanno cancellandosi, come in una diapositiva (l’allusione al telaio delle slides in queste opere è evidente) lasciata per troppo tempo al sole.

…E’ un continuo migrare tra le possibilità della pittura: colore/segno, campo/sagoma, saturazione/assenza sino al tentativo di esperirle tutte, di esaurire le potenzialità offerte dall’alfabeto visivo.”

Mario Schifano –  Nuvole senza storia di Thomas Appel – Ed. Granelli – D’Ascanio

E le nuvole di Schifano? Come i Fiati d’Artista di Manzoni, esistono ma sono fatti di ”niente” . I primi paesaggi di Schifano risalgono al periodo in cui egli comincia a realizzare cortometraggi, un momento di sfiducia nei confronti della pittura, vista come inadeguata a cogliere il ritmo dell’esistenza. “E’ che gli uomini somigliano più al cinema che alla pittura:in un film camminano, mangiano, fanno l’amore, così come accade veramente;nella pittura no.” Come avvicinare i suoi paesaggi anemici tolti a nessuna natura? Quelle nuvole distese spoglie e scarne che nessuno ha mai visto dal vero, quelle “nature morte” che negli anni Sessanta si presentano sotto forma di raffinate composizioni, costituite da frammenti, particolari e scritte allusive e che negli anni Settanta abbandonano la veste concettuale a favore di una maggiore libertà gestuale e materica. La natura “non amata” di Schifano è sfuggente, rischia di dissolversi progressivamente nel maelstrom di immagini effimere, che non guardiamo più ma che ci guardano.

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